Con la proiezione di Dopo il Silenzio, regia di Mario Canale da una idea di Marcello Villari, iniziano, giovedì 16 gennaio ore 18.30/21.00 Cinema Teatro Metropolitano, le proiezioni organizzate dal Circolo C. Chaplin con AREA Area Democratica per la Giustizia.

Il primo dei quattro appuntamenti in programma prevede la proiezione del film di Mario Canale con la presenza in sala di Marcello Villari - giornalista, filmaker e scrittore – che presenterà il suo lavoro dedicato a 4 importanti scrittori calabresi: Gioacchino Criaco, Domenico Gangemi, Annarosa Macrì e Carmine Abate.
Il dibattito che seguirà la proiezione delle 18.30, si arricchirà del contributo di Francesca Orefice, Monica Della Vedova e Saveria Lollio di Lab Donne gruppo di lettura di Gioia Tauro e di Angela Curatola presidente del Circolo Guglielmo Calarco.

Insieme - e con il contributo di altri ospiti - cercheremo di meglio delineare il panorama della produzione letteraria calabrese degli ultimi anni. Anni particolarmente importanti per i successi registrati e  per l'eco ottenuto da tali opere, alcune delle quali sono divenute oggetto di produzioni cinematografiche e televisive di grande impatto sul pubblico nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il racconto della Calabria realizzato, nel nostro caso, da autori calabresi è un terreno di confronto ed approfondimento particolarmente importante per gli spunti che esso sicuramente fornisce e per l'indiscutibile vicinanza che lega autori e lettori ai temi proposti. Essere fautori della propria immagine e del proprio racconto è sicuramente una tappa importante per una più qualificata e condivisa visione sulla e della Calabria. Operazione culturale che può e deve coinvolgere tutte le componenti della società calabrese; nessuna esclusa. Noi vogliamo provarci.

I tre appuntamenti che seguiranno sono:

  • 31 gennaio - proiezione di Aspromonte la terra degli ultimi di Mimmo Calopresti (presente in sala)
  • 20 febbraio la Proiezione di Lucania terra, sangue e magia di G Roccati
  • 27 febbraio  Vita segreta di Maria Capasso di Salvatore Piscicelli

Sentimentale/drammatico; Titolo originale: Jianghu ernü; Regia: Zhangke Jia; Sceneggiatura: Zhangke Jia; Musica: Lim Giong; Montaggio: Matthieu Laclau; Fotografia: Eric Gautier; Interpreti: Zhao Tao, Liao Fan, Zheng Xu, Casper Liang, Feng Xiaogang, Yinan Diao; Produzione: Arte France Cinéma, Beijing Runjin Investment, Huanxi Media Group; Paese: Cina/Francia/Giappone; Anno: 2018; Durata: 136 minuti.

I figli del fiume Giallo racconta la storia della giovane Qiao, una ballerina innamorata di Bin, un piccolo boss del sottobosco criminale di Datong. Durante un attacco da parte di una banda rivale ai danni di Bin, Qiao per difesa spara diversi colpi di pistola e per tale ragione viene condannata a cinque anni di carcere. Una volta tornata in libertà, va in cerca di Bin e cerca di riallacciare i rapporti con lui. Bin però si rifiuta di seguirla. Dieci anno dopo, a Datong, Qiao è single e ha continuato la sua esistenza rimanendo fedele ai valori della malavita quando Bin ritorna per ricercarla, dal momento che è l'unica persona che abbia mai amato.

(The Apartment, USA/1960) di Billy Wilder (125')

Sceneggiatura: Billy Wilder, I.A.L. Diamond. Fotografia: Joseph LaShelle. Montaggio: Daniel Mandell. Scenografia: Alexandre Trauner. Musica: Adolph Deutsch. Interpreti: Jack Lemmon (C.C. Baxter), Shirley MacLaine (Fran Kubelik), Fred MacMurray (Jeff Sheldrake), Ray Walston (Joe Dobisch), Jack Kruschen (dottor Dreyfuss), David Lewis (Al Kirkeby), Hope Holiday (Margie MacDougall), Joan Shawlee (Sylvia), Naomi Stevens (Mildred Dreyfuss), John Seven (Karl Matuschka). Produzione: Billy Wilder per The Mirisch Company.

Bud Baxter, impiegato in una grande società di assicurazioni, fa carriera prestando il suo appartamento ai superiori in fregola di avventure extraconiugali. Ci va anche la ragazza dei suoi sogni. Cinque Oscar: miglior film, sceneggiatura, scenografia, montaggio e regia. Ma l'avrebbero meritato anche i due protagonisti. Uno dei capolavori di Wilder. Cinico, divertente e amarissimo. Ritratto della solitudine metropolitana. Commedia drammatica o dramma comico? Un raro esempio di equilibrio perfetto tra le due componenti.

Titolo originale: Le grand bain / Regia: Gilles Lellouche / Sceneggiatura: Ahmed Hamidi, Julien Lambroschini, Gilles Lellouche / Musica: Jon Brion / Fotografia: Laurent Tangy / Montaggio: Simon Jacquet / Interpreti: Mathieu Amalric, Guillaume Canet, BenoÎt Poelvoorde, Jean-Hugues Anglade, Virginie Efira / Produzione: Chi-Fou-Mi Productions, Les Productions du Trésor  / Paese: Francia, Belgio, 2018 / Durata: 122 minuti.

Un gruppo di quarantenni  depressi e segnati dalla vita, per via di fallimenti professionali o familiari,  decide di formare una squadra di nuoto sincronizzato per uomini.  Allenati da una ex campionessa che cerca di risollevarsi, il gruppo si imbarca in questa improbabile avventura per dimostrare di valere qualcosa ai prossimi campionati del mondo che si disputeranno in Norvegia.  Affrontando lo scetticismo e il senso del  ridicolo che li avvolge durante il percorso recupereranno l'autostima e il rispetto per se stessi.

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