Regia: Louis Garrel - Sceneggiatura: Louis Garrel, Jean-Claude Carrière - Fotografia: Irina Lubtchansky - Montaggio: Joëlle Hache - Interpreti: Laetitia Casta, Lily-Rose Depp, Joseph Engel, Louis Garrel - Produzione: Why Not Productions, Wild Bunch - Paese: Francia 2018 - Genere: Commedia - Durata: 75 minuti.

Marianne e Abel si amano e vivono insieme, almeno fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Marianne lo sposerà presto e lui deve andarsene, in fretta. Abel non oppone resistenza e se ne va come fosse niente ma non è niente. Nove anni dopo, il cuore di Paul si ferma. Abel e Marianne si rivedono al funerale. Gli ex amanti si riavvicinano ma Eve, sorella di Paul, uscita dall’adolescenza e innamorata da sempre dell’amico del fratello, vuole Abel e dichiara guerra a Marianne. A complicare tutto poi c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre.

Il film, candidato al Premio César per la migliore promessa femminile, TIFF Awards, Transilvania Trophy, conferma il talento di Louis Garrel anche dietro la macchina da presa, oltre alla sua umiltà e voglia di imparare, con la sua opera seconda. Merito di una scrittura precisa e divertente, condivisa con l’87enne Jean-Claude Carrière, in cui il retaggio della nouvelle vague, si mescola con suggestioni alla Woody Allen. Un triangolo amoroso che esplode con una delle più memorabili sequenze in cui lei lascia lui. Mix di generi diversi, in cui le donne sono il perno dominante, manipolatrici senza scrupoli, fanno scelte difficili senza battere ciglio, dichiarano guerra apertamente e orchestrano la loro vita, correndo ogni rischio necessario, a differenza degli uomini, sottomessi, pazienti e fedeli, fino alla fine.
Nell’universo garelliano ci si lascia come ci si ama, senza strepiti né singulti. Se i personaggi sono tristi, le loro lacrime sono discrete, quasi impercettibili. Se le donne non sono mai vittime dell’indecisione o della passività maschile, gli uomini sono sempre innamorati di loro e fedeli a una sola. Sono le donne a possedere l’alcova, a provocare l’azione, a decidere. Abel è un amante passivo, né attore né agente, che preferisce assecondare l’incostanza femminile piuttosto che scegliere.
 Tutto nel film è (fintamente) desueto, una maschera che nasconde il nostro presente e la brutalità delle emozioni. L’uomo fedele è una storia di oggi e una storia di sempre. Le esitazioni, gli affanni e le paure della vita di coppia, i disamori, i tradimenti, gli abbandoni, i traumi della rottura amorosa, i rapporti tra genitori e figli. Infatti attraverso il bambino, che come gli adulti ha tanto da dire e da nascondere, Louis Garrel esplora i legami di sangue e quelli elettivi. La fedeltà del titolo è da intendersi anche in senso artistico. Fedele ma leggero fa fruttare la lezione dei padri e sposta più in là il movimento sentimentale.
Garrel non appare interessato alla dimensione del tragico, alla registrazione della sofferenza, ma opta per la leggerezza e lo humour. L’uomo fedele conserva la levità festosa, l’eleganza sottilmente beffarda, l’agile tessitura ritmica d’altri tempi. Il film dal taglio burlesco e caricaturale, raccontato attraverso la sua studiatissima orchestrazione narrativa, sembra voler virare talora verso le atmosfere del giallo, riarrangiando la sintassi amorosa e i fondamentali del cinema francese. Si tratta quasi di un ‘thriller sentimentale’ che non alza mai i toni e dove ogni scena è una sorpresa. I personaggi patiscono il proprio dolore senza reagire mai come lo spettatore si aspetta, animati e mossi da una forza più grande.
Abel, l’uomo fedele in amore ma irresoluto nelle sue scelte, dovrà giocoforza consegnarsi nelle mani di un femminile indomito e vittorioso. Nella sua sottomissione troverà paradossalmente la salvezza.

Questo sito utilizza i cookies per meglio fornire i servizi ai visitatori. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all'utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso.