Ho visto con i miei occhi cambiare la faccia di un paese

con la nascita  di un circolo del cinema,

giovani e anziani si animavano improvvisamente

e cominciavano a discutere.

   Cesare Zavattini

Parlare  dell'associazionismo cinematografico a Reggio Calabria  significa scrivere della nostra città dal dopoguerra ad oggi, perché esso, con le sue varie attività, è strettamente legato ai cambiamenti ed alle evoluzioni del contesto territoriale in cui viviamo, al di là del suo stesso ambito specifico.

LA NASCITA

Il Circolo del Cinema "Charlie Chaplin"   nasce a Reggio Calabria,  nello scenario molto denso di avvenimenti politici e di cambiamenti culturali della seconda metà degli anni '60,  a prosecuzione del lavoro culturale dei circoli cinematografici "storici" che hanno operato nella città dal dopoguerra in poi: "Sequenze" (1949-1952) e il "Circolo del Cinema di Reggio Calabria" (1953-1962).

Viene   fondato da un gruppo di appassionati di cinema: Giorgio Crucitti, Angelo Liggeri, Alfredo Renzelli,  Marina Galli Da Bino, Giuseppe Marcianò, Domenico Borrello, Ettore Vecchietti, Luigi Liotta, Francesco Ziparo e Sebastiano Di Marco, che per anni ne sarà il promotore e il presidente. Una personalità di grande rilievo intellettuale in cui cinema e vita si intrecceranno costantemente, così come la passione cinefila si  sovrapporrà agli obiettivi ideologici, tanto da considerare ogni singola proiezione portata a termine come una battaglia vinta, ogni dibattito come una “palestra di cervelli”.

Dallo statuto, redatto nello studio del notaio Gregorio Gangemi di Reggio Calabria il 1 marzo 1972,  si possono  trarre le linee strutturali della "ragione sociale" dell' associazione: "L'associazione non ha scopo di lucro ed è apartitica. Ha per fine essenziale lo sviluppo e la diffusione della cultura cinematografica particolarmente  attraverso la proiezione di films in forma privata, nonché dibattiti, conferenze, pubblicazioni e manifestazioni similiari... ".

Martedì 19 novembre 1968, alle ore 21,15, con la serata d'apertura al cinema "Ariston", ha  inizio l'attività del Circolo che, da allora ad oggi, prevede un programma annuale composto da cicli tematici. Su ogni film è redatta una scheda critica consegnata ai soci. Dal 1996-97 tematiche e film sono raccolti in una pubblicazione che viene fornita ai soci all'apertura dell'anno sociale.

Da quella serata ad oggi c'è tutta una storia da raccontare che attraversa quaranta anni di vicende  italiane e cittadine e che qui può essere solo accennata nei suoi momenti più significativi. 

GLI ANNI '70

Sono anni di duri scontri ideologici a livello nazionale e locale (a quest'ultimo proposito basta ricordare i "Fatti di Reggio" che coinvolgono la città  dal luglio del 1970 al febbraio del 1971); anni in cui il cinema è visto soprattutto come mezzo politico per il cambiamento della società. Il cinema latino-americano, il Free cinema inglese, il cinema del dissenso dell'Europa dell'Est, sono i capisaldi della programmazione del Circolo, unitamente a tutto il cinema di contenuto prevalentemente politico che la distribuzione del momento concede, dal cinema italiano a quello francese, a quello tedesco.

E' proprio a questo cinema "militante" che sono dedicati  gli Incontri reggini del cinema" (1973-1993) che hanno il merito di aprire nella nostra città un vasto dibattito culturale e politico, oltre che cinematografico, grazie anche alla presenza di eminenti personalità nazionali e internazionali del mondo del cinema.

Sono gli anni del trionfo del dibattito in sala, non facile da gestire, perché spesso contrassegnato da una eccessiva durezza. Il pubblico è soprattutto composto da giovani che  si incontrano e si scontrano, ma che, in ogni caso, crescono e maturano, malgrado il problematico contesto ambientale a  cui sono costretti a misurarsi e  rapportarsi. Dopo i moti reggini, infatti,  la città  vive un periodo di grande difficoltà economica e  politica unito a un profondo stato di malessere sociale e culturale (degrado urbano, abusivismo edilizio, guerre di mafia), con molte promesse governative di sviluppo non mantenute, come il mancato decollo industriale ed  il mancato sviluppo delle attività terziarie  con il conseguente intensificarsi del flusso migratorio, soprattutto intellettuale e giovanile, verso le regioni del Centro-Nord.

In questa difficile situazione il Circolo  manifesta  la sua ininterrotta  "resistenza" che si  concretizza in una serie di iniziative (convegni e rassegne cinematografiche) legate alle tematiche sociali e politiche più scottanti del tempo (chiusura dei manicomi, carceri, lavoro, violenza, mafia) e nel contributo dato alla nascita di diversi Circoli del Cinema giovanili in città e in provincia (Circolo Calarco, Mosorrofa, Morabito, Archi, “Mystia” di Gioisa Jonica, Polistena, Cittanova), che si  porranno come centri di aggregazione alternativi allo sfascio del contesto sociale.

GLI ANNI '80

Al di là di queste attività rivolte al territorio,  il "Chaplin"  riesce anche a proiettarsi in un contesto culturale più ampio,  attraverso  la collaborazione, oltre che con la  facoltà di Architettura dell'Università di Reggio C., la Regione Calabria e il Comune,  anche con Enti e Istituzioni culturali, quali il Centro Sperimentale di Cinematografia, il British Film Istitute, il Goethe Institut, l'Ambasciata di Francia, l'Ambasciata di Ungheria, varie cattedre di Storia del Cinema e di Semiotica, la Rai.

In quest'ambito collaborativo, nel 1985, si terranno a Reggio un convegno e una rassegna sulla “Commedia all’italiana” per la Federazione Italiana dei Circoli del Cinema. Gli atti dell'importante iniziativa saranno raccolti nella pubblicazione: “Commedia all’italiana – Angolazioni controcampi”. I due volumi raccoglieranno interviste-testimonianze inedite di autori, attori e critici che  hanno fatto la commedia all'italiana: un eccezionale contributo alla  storia di un'epoca irripetibile del cinema italiano.

Tutto ciò  consentirà al Circolo di essere conosciuto ed apprezzato anche al di là dell'ambito locale, tanto che  in molte manifestazioni  saranno  presenti a Reggio Calabria attori, autori e critici, quali Michelangelo Antonioni, Monica Vitti, Age e Scarpelli, Francesco Maselli, Carlo Lizzani, Vittorio Taviani, Giuseppe Piccioni, Antonio Capuano, Francesco Calogero, Leo Benvenuti, Gianni Amelio, Mimmo Calopresti, Leopoldo Trieste, Maurizio Sciarra, Angelo Frammartino.

Nel gennaio del 1988 si spegne, tra la commozione di tutta la cittadinanza, lo "storico"  fondatore del Circolo: Sebastiano Di Marco. A lui succederà Claudio Scarpelli che è l'attuale presidente. Nel 1992 alcuni membri del Consiglio Direttivo si staccano dal "Chaplin" per fondare il nuovo circolo del cinema  "Cesare Zavattini", ancora operante nella città.  Alcuni anni dopo, nel 1996, il Circolo, che fin dalla sua fondazione ha fatto parte della FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema)  aderirà alla FIC (Federazione Italiana Cineforum) con la quale instaurerà un dialogo più fattivo e collaborativo .

Sono gli anni in cui il nuovo mezzo di comunicazione televisivo mette in crisi il cinema sia a livello nazionale che a quello locale, tanto che delle nove sale cinematografiche operanti nella città ne restano aperte soltanto tre. Ciò non tocca i circoli di cultura cinematografica; anzi, con il progressivo venir meno della tensione ideologica,  la loro linea culturale   trova un assetto più stabile e preciso. Si  torna così allo specifico filmico, in un ottica che guarda al  film come  fatto culturale con addentellati molteplici che vanno da quelli semiotici  a quelli estetici e filosofici, da quelli antropologici (l'approccio ad altre culture) a quelli mediatici (l'approccio a nuove esperienze audiovisive).

Cosciente di  questi profondi cambiamenti, tra i suoi principali obiettivi anche il "Chaplin" si  porrà quello di  favorire la formazione, da parte del pubblico, della capacità critica nella lettura dell'immagine audiovisiva e del linguaggio cinematografico. Si afferma così  un’idea di cinema che sia  anche occasione di riflessione, a largo raggio, sui principali aspetti linguistici, tecnologici, psicologici, economici e sociali delle nuove forme di  comunicazione audiovisiva.

GLI ANNI '90

Questo periodo  coincide,  all'incirca, con la "Primavera di Reggio",  un momento storico in cui la città, sotto la guida del  sindaco Italo Falcomatà e il suo invito a "Reinnamorarsi di Reggio",  assiste ad una certa ripresa socio-culturale che  determinerà una sua più positiva visibilità e vivibilità che favorirà la ripresa della città e soprattutto una ritrovata identità.

Dal 1982 l'annuale programmazione del Circolo si è trasferita dal cinema "Ariston", chiuso e trasformato in un supermercato, al Teatro Comunale "Cilea", dove resterà fino ai primi anni '90.  In quest'ultimo periodo  il "Chaplin"  si farà promotore di un'importante battaglia civile tesa a restituire il teatro alla città.

La struttura, infatti, era stata "data in affitto" dal Comune di Reggio, fin dal lontano 1958, ad una società privata che l'aveva gestita in modo commerciale; lo stesso comune non era riuscito a riappropriarsene, malgrado il contratto fosse scaduto e la società in questione, nel 1994, fosse fallita,  in quanto essa stessa l'aveva ceduta ad un'altra.

Questa battaglia  non coinvolgerà soltanto i sindacati e le altre associazioni culturali del territorio  ma anche eminenti personalità del mondo culturale nazionale che, grazie all'appello del Circolo, faranno sentire la loro voce affinché la città possa riavere una struttura così importante per la sua crescita culturale.

Sabato 20 maggio 1995 viene organizzata  una "catena umana" che cinge la struttura in un abbraccio formato da tante persone, per simboleggiare il desiderio dei cittadini di riappropriarsi di un luogo così importante per la crescita civile e culturale della collettività.   

 

Grazie  al vasto coinvolgimento di tutta l'opinione pubblica e al sindaco Italo Falcomatà che se ne  farà portavoce, l'intricato "Caso Cilea" sarà finalmente  risolto  a livello giuridico-amministrativo e il teatro,  che era stato lasciato in uno stato di totale abbandono, potrà essere  ristrutturato per essere poi restituito, nel 2002, in maniera stabile, alla città ed essere gestito dall'Amministrazione comunale.

Proprio a causa della chiusura del teatro per i lavori di ristrutturazione, nel  1996,  la programmazione del Circolo si sposterà presso il cinema "Odeon", dove attualmente avvengono le proiezioni.    

In un nuovo clima di fattiva collaborazione con il Comune e l'Assessorato alla Cultura, vengono  organizzate  alcune rassegne cinematografiche che, sulla scia  degli storici Incontri del Cinema,  registreranno la presenza di personalità del mondo del cinema e un vasto consenso di pubblico. Tra esse si possono  ricordare: "L'arte della leggerezza: rassegna cinematografica della commedia d'autore", (1996-98) presso l'Arena "Neri" di Catona e "Riflessi sull'acqua: Cinema ieri e oggi", (1999-2001) presso l'Arena dello Stretto, nell'ambito  del festival cinematografico “XXI Secolo” di Reggio Calabria, diretto da Bruno Restuccia.  Questo festival, a cui il "Chaplin" fornirà la sua  collaborazione, proporrà, in un fantastico spazio con duemila posti a sedere sul lungomare di fronte a uno schermo galleggiante sull'acqua,  il meglio del giovane cinema europeo così come è emerso dall'indagine di un gruppo di ricercatori dell' Università "La Sapienza" che hanno intervistato 400 osservatori per capire quale saranno le tendenze del cinema europeo nel nuovo millennio. Un'esperienza unica,  durata solo tre anni (tanto da non lasciare quasi traccia su Internet), in seguito maldestramente imitata da vari "filmfest" organizzati nella città.

Inoltre, il Circolo  arricchisce il suo intervento culturale sul territorio con l’istituzione, nel 1988, di “Eikonphoné Centro di Cultura Sebastiano Di Marco”  che, fin dalla sua fondazione, svolgerà un intenso e qualificato programma di attività di sperimentazione e ricerca di nuovi linguaggi espressivi, nonché di elaborazione di nuove metodologie per l'uso degli strumenti della comunicazione audiovisiva nella scuola.

Per quanto riguarda questo aspetto saranno  portati avanti diversi progetti finalizzati all'uso didattico degli audiovisivi nelle scuole attraverso l'organizzazione di cineforum e corsi di analisi del testo cinematografico rivolti agli studenti delle scuole medie e superiori e, in  collaborazione  con l'Università della Calabria (EDIS),  rassegne rivolte agli studenti universitari,  tra le quali ricordiamo: "15 film per un'isola deserta", "Lo sguardo inquieto: quotidianità e storia nel cinema degli anni '90", "Le città visibili: scenari urbani nel cinema".

Nell'ambito di questa sua azione "metodologico-didattica" il Circolo si  occupa anche di formazione degli operatori  impegnati nell’ambito della diffusione della cultura cinematografica. Tra le ultime iniziative attuate evidenziamo Dentro lo sguardo: analisi del testo filmico una serie di videoproiezioni e lezioni rivolte ai soci del Circolo, in particolare giovani e studenti, al fine di riscoprire i "classici" del cinema e applicare su di essi nuovi metodi di lettura del testo filmico. Uno sguardo, quindi, rivolto al passato in un'ottica contemporanea.

Nel corso della sua attività,  Il Circolo  curerà, inoltre, la pubblicazione di vari volumi quali: "L'arte della commedia" (a cura di Maurizio Grande), "Il comico del silenzio" (a cura di Maurizio Grande) e di altri interventi  legati alle diverse iniziative.

OGGI

A fronte dei  mutamenti avvenuti, negli ultimi anni, nel campo della distribuzione e della fruizione del prodotto cinematografico (diffusione del DVD e apertura di una multisala), il  "Chaplin"  continua, ancora oggi, ad offrire ai propri associati, attraverso  un’ampia gamma di proposte, un importante servizio culturale e sociale  che  contribuisce a combattere la censura del mercato,  proponendo  film in prima visione che non sarebbero comunque programmati nelle sale commerciali della città.  Questa programmazione  ha  il merito di diffondere  una cultura cinematografica di grande livello, contribuendo a educare il gusto estetico e critico del pubblico, permettendo così al cinema d’autore di venire distribuito anche nelle sale commerciali.

Nel 2003 il Circolo dà l'avvio al "Premio internazionale Maurizio Grande" per saggisti e critici di cinema che, grazie ad una giuria di  "qualità", segnala e premia le pubblicazioni più interessanti del panorama critico cinema-tografico italiano e francese.  Ancora una volta, come nella sua storica tradizione, l'ambito culturale locale in cui opera il "Chaplin" riuscirà ad allargarsi per coniugarsi perfettamente con quello nazionale ed internazionale.

Nel 2009 il Premio riceverà l'adesione del Presidente della Repubblica

Come si può evincere da questa sintetica presentazione, nel corso della sua lunga storia, il “Chaplin” ha attraversato l’evoluzione e le tappe dell’associazionismo cinematografico nazionale, dal compito di “alfabetizzazione”, mediante la conoscenza e la scoperta dei classici della storia del cinema, alla funzione di socializzazione e di partecipazione civile e politica; dalla formazione critica del pubblico e dalla sua “liberazione” per far fronte al progressivo sviluppo dei fenomeni audiovisivi e dei rischi di alienazione ad esso connessi, alla necessità di rinnovare, rigenerare, tenere al passo con i tempi le proprie proposte culturali,  riaffermando, attraverso proposte filmiche, critiche e di studio, un impegno culturale stabile nel tempo e radicato nel territorio, alternativo, quindi, agli "effimeri" tentativi di "filmfest" (vedi "Poltronissima" Periodico di spettacolo, arte e cultura,  anno II - n° 4 - luglio 2008) organizzati nella nostra città.

Il  Circolo del Cinema "Charlie Chaplin", ricco di tutte le esperienze che qui sono  ricordate non per sterile enumerazione o  per inutile "ostentazione" ma per "dovere storico" nei confronti dei giovani  che spesso non conoscono il nostro passato,   rappresenta ancora oggi un importante punto di riferimento per le vecchie e le nuove generazioni,  un patrimonio ideale che, nato da  un'appassionante esperienza collettiva, oltre a  lasciare un segno profondo nella cultura di tutta una generazione e di tutta una città, ha  tramandato  fino a noi il senso utopistico di poter raggiungere importanti traguardi culturali attraverso  piccole conquiste, ottenute giorno per giorno, al di là di ogni contingente difficoltà,  sostenute e condivise da tutti i partecipanti.

 

LA STORIA SIAMO NOI

 

“La storia siamo noi…nessuno si senta escluso” canta Francesco De Gregori.  Il verso di questa canzone esprimere perfettamente l’idea che ha sostenuto, fin dalla sua nascita, e sostiene ancora oggi il  Circolo "Chaplin", nel senso che più di  40 anni di attività sono stati possibili, non solo per le persone che lo hanno diretto, primo fra tutti Sebastiano Di Marco, e che vi hanno lavorato, ma per i tanti soci che, nel corso degli anni, hanno contribuito con la loro presenza e partecipazione a scrivere questa lunga storia d'amore ... per il cinema.

           

 

Il logo dell'associazione,

composto da tante "C" rovesciate

(Circolo Cinema Charlie Chaplin)

è stato creato dall'artista Tito Solendo.

 cura di Nicola Petrolino