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"Parlare di Chaplin è anche parlare
della storia del cinema: se da un lato il linguaggio
chapliniano sembra attraversarla intoccato e monocorde,
dall'altro esso è costantemente portatore di prospettive
storiche che si trasformano nel tempo, facendo forse della sua opera,
oggi "la più misteriose della Storia del Cinema".
(Truffaut)
16 aprile 1889 - Nasce a Londra da una coppia di artisti: Charles, guitto del musical morto alcolizzato nel 1894, e Hanna, soubrette fragile e malata di nervi. Dopo aver trascorso un paio d'anni in orfanotrofio insieme al fratellastro Sidney, sale sul palcoscenico per la prima volta a soli cinque anni, per sostituire la madre, in preda a una crisi nervosa e sonoramente fischiata dal pubblico.
1897 - Entra a far parte degli Eight Lancashire Lads, un corpo di ballo formato da otto bambini con gli zoccoli, poi si guadagna da vivere con mille espedienti e mantiene la madre che passa sempre più tempo in ospedale.
1906 - Grazie all'aiuto di Sidney, viene assunto nella compagnia di Fred Karno e diventa ben presto uno degli attori più affermati della troupe, nella quale recita anche un certo Stanley Jefferson, poi famoso con il nome di Stan Laurel.
1913 - Salpa per l'America e lì viene notato da Mack Sennett, il padre delle 'comiche', che lo scrittura immediatamente.
1914 - D
ebutta sul grande schermo con il cortometraggio Making a Living, poi recita in molte brevi comiche e a poco a poco mette a punto il personaggio del "Vagabondo", mentre comincia ad occuparsi anche di regia e a pretendere il controllo creativo del proprio lavoro, aiutato dal fratello Sid, che gli è accanto come amministratore e consigliere.1915 - Firma un contratto con la Essanay, poi passa alla Mutual.
1918 - Ormai famosissimo, ottiene il celebre contratto da un milione di dollari con la First National.
1919 - Fonda insieme a Douglas Fairbanks, Mary Pickford e David Wark Griffith la United Artists, che gli garantisce la completa libertà produttiva, e nel 1921 realizza il suo primo lungometraggio, Il monello.
1923 - Chaplin dirige uno dei suoi più grandi successi, La febbre dell'oro.
1928 - Con Il circo ottiene un premio speciale nella prima edizione degli Oscar.
1931 - Si oppone con tutte le forze al cinema sonoro, per non spogliare il suo personaggio della poesia del gesto silenzioso, e dirige il bellissimo Luci della città ancora come un film muto, accompagnato soltanto dal commento musicale.
1936 - Concede la sua voce al pubblico soltanto attraverso una canzone, ma continua a tacere sul set del capolavoro Tempi moderni, spietata satira della civiltà industriale, con Paulette Goddard, la terza moglie, venticinque anni più giovane di lui, nel ruolo della protagonista.
1940 - Realizza un altro dei suoi geniali capolavori, Il grande dittatore.
1943 - Sposa la sua quarta e ultima moglie, Oona O'Neill, figlia del celebre drammaturgo, solo diciotto anni contro i suoi cinquantaquattro di allora.
1952 - Dopo il travolgente Monsieur Verdoux (1947), realizza Luci della ribalta, memorabile omaggio all'arte e al vecchio mondo del teatro, con Buster Keaton che gli fa da spalla nell'indimenticabile sequenza finale.
Nello stesso anno, mentre è a bordo della nave che lo porta in viaggio verso l'Inghilterra, Chaplin apprende la notizia di essere stato messo sotto inchiesta da parte del Comitato per le Attività Antiamericane, per via delle sue presunte simpatie comuniste. Questo significa che non può più tornare negli Stati Uniti senza evitare l'arresto e il carcere.
1953 - Si stabilisce in Europa, dove realizza i suoi ultimi film, Un re a New York (1957) e La contessa di Hong Kong (1967) e dove abita fino alla morte.
Notte di Natale del 1977, muore a Vevey, in Svizzera.
Nel ventesimo secolo non c'è abitante del pianeta che non abbia visto almeno una volta un film, una fotografia o una caricatura di Chaplin. In tempi più recenti, ha scritto Francis Wundham: "Chaplin è più che famoso: la sua immagine fa parte della nostra eredità fisica. Per molte generazioni è stato una sorta di richiamo all' infanzia, ma la sua presa va più in profondità. Sembra appartenere a qualche universale, quasi astratto, concetto di infanzia, al di là del tempo e dello spazio. Simile a certi personaggi di Dickens, è familiare e misterioso come un sogno ricorrente...".
Il 1 giugno 2007, dopo Parigi, Rotterdam, Amburgo, Bruxelles, Losanna e Montpellier è approdata alla Sala Borsa di Bologna, unica tappa italiana, l’esposizione Chaplin e l'immagine, curata da Sam Stourdzé e allestita su progetto del designer Nino Comba. La mostra, realizzata a partire dagli archivi della famiglia del cineasta, ha voluto raccontare la storia di Chaplin, attore e personaggio pubblico, confrontando l'uomo con la sua immagine attraverso 260 fotografie di scena e di set, 19 postazioni video per un totale di due ore di proiezioni. La mostra ha offerto uno sguardo attento e originale sulla nascita del mito e dell'immagine di Charlot e del suo creatore: dal debutto nella troupe di Karno, alla conquista dell'indipendenza artistica. Ha scritto il curatore Sam Stourdzé nel catalogo della mostra: "Chaplin rese Charlot reale, rivelò il suo universo, spalancò il campo delle possibilità. Pompiere, curato, operaio o soldato, qualunque veste assumesse lo spettatore riconosceva sempre, immediatamente, Charlot per quella che era ormai la sua identità. Charlot, trasformato dall’immaginazione di Chaplin, divenne un tratto caratteristico del suo creatore".
Le sue parole...
"Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore."
"Attraverso la comicità vediamo l'irrazionale in ciò che sembra razionale, il folle in ciò che sembra sensato, l'insignificante in ciò che sembra pieno di importanza."
"Non devo leggere libri per sapere che il tema della vita è il conflitto e il dolore. Per istinto tutta la mia comicità si basava su queste cose."
"Grazie all'umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita."
"Il ridicolo è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire."
"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi..."
"La vita è una tragedia in primo piano, ma una commedia in campo lungo."
"Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell'umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo."
Il "Chaplin" e Chaplin
Il 19 novembre 1969, nella serata inaugurale del Circolo, sono stati presentati al pubblico dei soci due film di Charlie Chaplin: Il monello e Il pellegrino. Un omaggio che sembrava doveroso a un grande autore e attore del cinema universale a cui si era giustamente pensato di dedicare il nome di un’associazione di cultura cinematografica.
Questa consuetudine si è mantenuta per diversi anni; per cui nel 1969 sono state presentate Le Comiche, nel 1970 Il Circo, nel 1972 Tempi moderni, nel 1973 Luci della città, nel 1974 La febbre dell’oro, nel 1975 Luci della ribalta.
Nel gennaio 1978, in occasione della morte di Chaplin, è stata consegnata ai soci del Circolo una foto ricordo (quella che si vede all'inizio della pagina) che rappresenta un simbolico commiato dell'artista dal suo grande pubblico.
Nel 2003, in occasione del restauro e dell'uscita in sala, è stato presentato il film Il grande dittatore.
Nel novembre 2009, in occasione del quarantennale della nascita del Circolo, è stato reso ancora una volta un omaggio a Charlie Chaplin con una rassegna dei suoi film più rappresentativi.
Le musiche, tutte di Charlie Chaplin, che si possono ascoltare nel sito cliccando i bottoni sotto Play, sono nell'ordine:
- Smile da "Tempi moderni"
- Titina da "Tempi moderni"
- Limelight da "Luci della Ribalta"
- Una comica
Il volto e la maschera: origini teatrali del personaggio Charlot,